Terra !
Dopo 17 giorni, 7 ore e 46 minuti il 12 dicembre alle 16.26 ora
locale (20.26 GMT) Tiger Lily ha tagliato la linea d’arrivo a Santa
Lucia, coprendo la distanza diretta di 2684 miglia tra Gran Canaria e
Santa Lucia ad una media di 6.4 nodi sulla rotta, percorrendo sull’
acqua 3182 miglia alla media di 7.6 nodi. La classifica in tempo
reale ci da 96esimi tra le 240 imbarcazioni iscritte all’ARC, il che
è del tutto soddisfacente dato che più di metà delle barche sono più
grandi di Tiger Lily.
Ovviamente tutto l’eqipaggio è stra-felice di aver completato
questa fantastica avventura e di aver ritrovato la terra ferma ed un
porto dove si puo` finalmente dormire su una cuccetta pressochè
immobile !
Gli ultimi tre giorni infatti sono stati caratterizzati da vento in
costante aumento da 15 nodi a 25 nodi e mare molto mosso a causa
della tempesta tropicale a nord che pur non dando alcun problema di
vento ci ha mandato un sacco di mare grosso con onde di 6 metri di
altezza davvero impressionanti.
Il risultato è stato che abbiamo rotto anche il secondo spi (che
probabilmente era un pò vecchiotto per i 25 nodi e mare formato cui l’
abbiamo sottoposto), il che un pò mi spiace perchè avevo portato lo
spi pesante di Clin d’Oeil apposta per evitare di rischiare quello
della barca, ma si viaggiava talmente bene a più di 9 nodi che
nessuno sospettava fosse a rischio in quel momento. Vabbé sono cose
che capitano spesso in barca.
La cosa meno piacevole invece è stata la notte successiva con mare
incrociato molto agitato dove con 30 nodi facevamo fatica ad andare
dritti in poppa piena e abbiamo fatto 3 strambate non volute che
hanno messo a dura prova i nervi dell’equipaggio. Le strambate quando
sono inaspettate sono molto pericolose per l’equipaggio e per l’
attrezzatura della barca. Per fortuna nessuno si è fatto male e i
danni all’attrezzatura sono stati facilmente riparabili. Quindi
abbiamo deciso di ammainare la randa e di procedere per tutta la
notte solo col fiocco, il che ci permetteva comunque una velocità
oltre i 7 nodi.
Alla fine l’equipaggio era talmente stanco dopo la notte agitata
che abbiamo mantenuto questa andatura per tutta la giornata e la
notte successiva, penalizzando un pò la velocità per una maggior
sicurezza.
Il 12 mattina tutto l’equipaggio era ben riposato e tutti eravamo
ansiosi di vedere terra, che si è mostrata a noi solo all’ultimo data
la scarsa visibilità dovuta al tempo ancora molto perturbato dalla
tempesta tropicale ‘Olga’ un centinaio di miglia più a Nord.
Vedere terra dopo oltre 2 settimane è stato davvero uno strano
effetto, un misto tra euforia e mancanza di quella libertà che provi
solo quando sei davvero in alto mare.
All’arrivo la barca giuria ti fa i complimenti, ed all’entrata in
porto anche le altre barche ti accolgono con tutti i complimenti del
caso, oltre all’immancabile rum e cesto di frutta fresca offerto dai
locali appena attraccati in banchina.
A terra abbiamo incontrato il nostro ‘Shore crew’ più affezionato
composto dalle mogli di due membri dell’equipaggio che continueranno
con Tiger Lily per una bella crociera alle Grenadines.
Eravamo tutti felici ed euforici ma anche stanchissimi, tanto che
dopo essera andati al coctail offerto dall’ARC, solo alcuni di noi
sono riusciti ad andare a cena e pochi a finirla ! Io non vedevo l’
ora di dormire in un letto fermo e devo dire che mi sono fatto una
delle dormite più profonde che mi ricordo, e alla mattina dopo mi
sono svegliato quando tutti gli altri tornavano dalla colazione !!
Effettivamente la cosa che ho trovato personalmente più difficile è
stata la mancanza di sonno data l’agitazione continua della barca ma
anche il gran caldo, specialmente nelle prime ore della notte, forse
dovuto anche alla cucina ed al generatore.
L’atmosfera a Santa Lucia è fantastica, molto rilassata, con un
clima caldo ma ventilato. Ieri abbiamo fatto grandi puizie in barca
(resta un sacco di roba da mangiare) ed un bel bagno in spiaggia,
mentre oggi ci occupiamo della parte ‘esterna’ della barca (piccole
riparazioni e montare tutti gli equipaggiamenti per la crociera).
Domani arriva la mia bella e ci faremo 5 giorni su questa
bellissima isola – sarò di ritorno a Ginevra il 21 ed a Milano il 22
– per chi è a Milano ricordate l’open day di Natale che si terrà il
23 nel pomeriggio a Gambarone – vi aspetto con le foto della
traversata !!
Vorrei ringraziare particolarmente Jean-Luis, bravssimo armatore di
Tiger Lily, per avermi proposto di far parte di questa avventura,
Isabelle per avermi sempre incoraggiato nonostante ciò rapresentasse
una lunga separazione, e la P&G per avermi permesso di assentarmi
oltre un mese dal lavoro.
Un grazie va anche alla Tigre dei mari – Tiger Lily – che si è
rivelata una barca davvero solida e che ci a portato attraverso l’
oceano senza mai cedere alle intemperanze del tempo o dell’
equipaggio.
Infine un pensiero a quelli che sono stati meno fortunati di noi e
che hanno riportato danni anche seri alle barche ed all’equipaggio.
Purtroppo infatti un paio di barche sono state abbandonate ed una
persona non ce l’ha fatta ad arrivare dall’altra parte. Ringraziamo
il cielo che siamo tutti sani salvi e felici.
Un abbraccio a tutti
Sergio da Santa Lucia
Nous sommes arrivés hier à 16h30. C’est fini. Nous voici amarrés dans la marina. Ce n’était ni dangereux, ni difficile, juste fatiguant. Mais le passage de la ligne est un grand moment.
Histoire de bomber le torse, nous sommes quand même le premier français (sur trois), le premier du YCF (le seul) et, sous réserve de vérification, le premier équipage franco-italien (le seul).
Dans les écoles pour enfants sages qu’ont fréquentées nos enfants, il y avait chaque année une après-midi de remise des prix, au cours de la quelle chaque enfant recevait un prix. Même Benjamin recevait un prix.
Ce fut souvent le prix de joyeuse friponnerie.
Comme notre classement dans la course ne nous assurera pas une très bonne position lors de la cérémonie officielle, nous devons nous distribuer des prix à nous mêmes.
L’intérêt que vous tous, restés à terre, avez montré pour notre affaire a été un élément constant de stimulation, et parfois de réconfort. Un prix spécial est d’abord attribué à notre blog master,Alexia, qui navigue seulement par procuration, mais est quand même un grand marin.
Thomas a deux prix, le prix de bonne humeur et le prix du toujours-premier-à-se-proposer-pour-la-vaisselle. Benjamin a évidemment le prix du père du plus beau bébé du monde.
Laurent deux prix, celui de vaillance face au mal de mer, et le prix de conscience écologique du bord.
Sergio le prix de spinnaker et un prix spécial pasta/risotto. Antoine se voit attribuer le prix de narration imagée.
Patrick a le prix du pêcheur philosophe. Je peux, enfin, prétendre au prix du fera mieux la prochaine fois. Donc à la prochaine fois,
Hier après midi le bateau marchait très bien, dans un vent de 18-20 nds.
C’est le moment qu’a choisi le spi pour éclater. Très spectaculaire.
Je ne suis pas sûr que ce soit réparable parce qu’il y a vraiment beaucoup de morceaux : je me rappelle la mine effarée d’un voilier de Bandol à qui nous avions, il y a quelques années, apporté un spi en miettes, quand il eut étalé les morceaux de notre voile sur le trottoir devant sa boutique. On peut s’attendre à quelque chose d’analogue avec le voilier de Ste Lucie. Mais le voilier de Bandol avait réussi à redonner bonne mine à notre pauvre voile…
Nous sommes donc passés sous génois un peu roulé tangonné, avec une perte de vitesse de l’ordre d’un nœud qui n’est pas dramatique.
Côté pêche la fin de journée a été active. D’abord un gros poisson qui a très vite cassé la ligne de pêche puis, enfin, « la » dorade : plus d’un mètre de long, au moins 10 kg, et du sang partout dans le cockpit (la photo devrait être bientôt sur le blog). Nous rentrons donc les lignes car ce n’est plus la peine de pêcher avant l’arrivée.
La nuit a été assez dure, avec le vent qui montait à 30 nds dans les grains. Nous avons vers 5 h ce matin rentré la grand voile pour continuer avec seulement le foc partiellement roulé. Ce matin, la mer est chaotique. La tempête de Porto Rico envoie une houle du nord qui se croise avec la houle d’est de l’alizé. Nous avons donc des vagues de l’ordre de 5 m (c’est gros !) qui agitent le bateau dans tous les sens.
Cela ressemble au Raz Blanchard (les connaisseurs apprécieront) mais le vent reste heureusement très limité. Seules les plus grosses vagues, les fameuses pyramidales, déferlent parfois un tout petit peu, mais nous n’avons pas encore été mouillés par l’eau salée. En revanche il y a eu quelques averses intéressantes.
Nous arriverons à Sainte Lucie demain dans l’après-midi.
JO
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Note de la rédaction : nous avons identifié le marin romantique de l'équipage qui a fait livrer des fleurs à sa moitié, il a déclaré pour s'excuser auprès des autres marins dégoutés par cet excès de galanterie "oui mais maké moi yé ne souis pas marié !"
Pour finir dans de bonnes conditions voilà qu’on nous annonce maintenant qu’une tempête tropicale pourrait être en train de se former !
Mais la saison des cyclones n'est-elle pas derière nous ? C'est vrai normalement puisqu'elle bat son plein en septembre et s'arrête en principe fin novembre. Mais de temps en temps il y a un petit cyclone tardif, jusqu'en janvier.
S'il n’y a heureusement pas à s’inquiéter, compte tenu des informations dont nous disposons, il faut néanmoins rester attentif :
• La météo ne parle pas encore de tempête tropicale mais de « tropical disturbance » qui en est en quelque sorte un degré subalterne.
Rappelons que la différence entre une « tempête tropicale » et un « cyclone » c’est seulement la force du vent. Ces tempêtes sont tellement violentes et différentes des perturbations ordinaires (nous en avons vécu une à l’île Maurice il y a quelques années : c’était vraiment
impressionnant) qu’on s’est senti obligé de leur donner à chacune un nom. Autrefois les cyclones portaient uniquement des noms féminins, mais les mouvements féministes ont mis le hola, de sorte qu’on alterne maintenant les prénoms de garçon et de fille. Je crois que le dernier cette année était Luis. Le prochain serait donc une fille.
• Le phénomène actuel démarre à l’est de Porto Rico. Les tempêtes tropicales et les cyclones qui sont dangereux pour le sud des
Antilles démarrent entre le Cap Vert et le Brésil. Si la tropical disturbance de Porto Rico se transforme en tempête tropicale, ce qui n’est encore qu’une éventualité, elle menacera le golfe du Mexique, mais pas la zone méridionale où nous nous trouvons. D’après le bulletin météo, on doit s’attendre à des grains orageux violents au nord de 18N et des grains plus ou mois normaux entre 18N et 14N.
Comme Tiger Lily est sur le 14.09 N, il n‘y a pas lieu de s’inquiéter, mais c’est embêtant pour les bateaux de l’ARC qui seraient encore dans le nord de la route.
Revenons donc au train-train. Le vent souffle gentiment depuis hier, et nous avançons régulièrement sur notre route. Encore 400 milles devant nous, avant Sainte Lucie où nous arriverons en principe dans la journée de mercredi. Après les 2300 milles que nous avons déjà parcourus, cela a l’air d’une plaisanterie, mais c’es encore la distance de Paris à Marseille.
Hier nous avons attrapé un tazard, ou wahoo, un poisson qui ressemble à gros maquereau avec l’air méchant (des grandes dents). Nous en avons fait notre dîner. C’était très bon.
A l’instant agitation générale. Un grain arrive sur nous. Le quart sur le pont prépare en vitesse tout pour rentrer le spi. Mais c’est un grain de pluie sans vent. Ils attendent donc sous la pluie. Encore trois jours à cette sauce.
A bientôt,